La città di Adria rievoca in ogni angolo il ricordo della dominazione veneziana: vicoli lunghi e stretti, canali sulle cui acque si specchiano i palazzi storici, la vera da pozzo su larghi mattoni squadrati, reti stese ad asciugare al sole… il fortunato visitatore non potrà certo scordare questa realtà urbana dalle caratteristiche inconfondibili. Il centro storico si snoda lungo Corso Vittorio Emanuele II, la storica Contra' Maggiore o Strada Grande: nel suo tragitto nord-sud scavalca il Canalbianco nel ramo di Castello, dando origine a riviere dalla tipica atmosfera veneziana.
L'origine della città risale all'età arcaica (VI sec. a.C.). Il Delta, come lo conosciamo oggi, non esisteva e il mare non distava molto da Adria, villaggio di palafitte addossato alle rive di un vecchio ramo del Po. Situato in riva al grande fiume, a breve distanza dalla foce e dal mare, era in posizione strategica, a contatto con il nord Italia e l'Europa tramite la via navigabile. Alcuni reperti, databili ai primi del VI secolo a.C., testimoniano che Adria fu il più antico scalo commerciale greco nell'Alto Adriatico. Dopo la sconfitta nella battaglia navale di Cuma (474 a.C.), anche gli Etruschi si spinsero verso nord alla ricerca di nuovi sbocchi commerciali e Adria, fiorente centro di traffici, divenne per questa popolazione estremo polo di riferimento nord-orientale. Adria potrebbe derivare l'etimologia del suo nome proprio dall'etrusco atrium (luce, giorno, oriente) anche se tuttora si discute sull'origine della parola. La città assunse un'importanza tale da dare il nome anche al mare su cui essa si affacciava: l'Adriatico.
L'amministrazione veneziana si insinuò ad Adria solo nel 1511, dopo aspre contese con la signoria degli Estensi, anche se ufficialmente la città si era "spontaneamente data" a Venezia fin dall'8 dicembre 1509, data in cui venne stipulato un atto di dedizione. Nonostante le guerre - contro i Ferraresi prima e contro gli Spagnoli poi - che imperversarono nel Polesine, il dominio della Serenissima si protrasse fino all'invasione francese del 13 maggio 1797.
Di quasi tre secoli di venezianità, Adria conserva una testimonianza
in numerosi aspetti, tra i quali ricordiamo:
- Le riviere: riviera Roma (detta degli Orti),
costeggiata dalla settecentesca Casa Goffrè e riviera Matteotti
(anticamente riviera Belvedere) la quale richiama il traffico
di barconi e bragozzi, che fino all'anteguerra facevano scalo
nel tratto di canale compreso tra il Ponte di Castello e quello
girevole di Sant'Andrea;
- Piazzetta Oberdan (già "del formenton"): campiello
lastricato di masegni in pietra d'Istria con al centro una
vera da pozzo;
- I palazzi: Palazzo Bergamasco, con la sua severa
facciata del '700 che si specchia nel canale e si prolunga
in una elegante struttura a piano coperta a terrazza; Palazzo
Venezia, in stile neogotico, con le finestre decorate "alla
veneziana"; Palazzo Roma, caratterizzato da un colonnato neoclassico
- Archivio Antico: conservato presso il Centro Culturale
Groto, è uno dei più interessanti del Veneto, per la ricchezza
di documenti riguardanti la storia locale ma non solo (atti
risalenti al periodo dei visconti estensi, dei rettori veneziani,
del dominio francese e austriaco…);
- Chiesa di San Nicola: l'edificio, risalente al
1634, apparteneva alla confraternita laicale della Cintura,
che prendeva il nome dall'uso di cingere i fianchi con un
cordone francescano in segno di povertà e penitenza. Dopo
il periodo napoleonico, in cui fu utilizzata come magazzino,
fu riaperta al culto nel 1852. Nel suo interno vi sono conservati
una terracotta policroma attribuita a Jacopo della Quercia
e una tela di Andrea Vicentino con la Madonna della Cintura
e il Bambino in gloria (entrambi risalenti al XVI sec.). Le
sculture in marmo e le decorazioni in bronzo, tra cui i due
leoni accosciati, sono dovute a Gaetano Samoggia di Bologna;
- Cattedrale dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, riedificata all'inizio
del XIX sec. su una struttura risalente al Quattrocento, a
sua volta innalzata su un'altra preesistente. All'esterno,
a qualche decina di metri di distanza, sorge il campanile
seicentesco con contorni e parapetti in pietra d'Istria e
la cupola rivestita in rame;
- Basilica di Santa Maria Assunta conosciuta
anche come Basilica della Tomba, appellativo riferito al rinvenimento,
proprio nei pressi, della tomba di Quinto Tizio Sertoriano,
illustre personaggio romano. La facciata è seicentesca, ma
rimaneggiata. Negli interni, a tre navate, spicca un fonte
battesimale ottagonale paleocristiano su cui è presente un'iscrizione
del 750 d. C.
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