Sarebbe un grande errore consentire che i nostri turisti e visitatori lasciassero il Delta del Po senza aver visto Ariano nel Polesine. Significherebbe tenere loro chiuse le porte di alcune tra le aree più incantevoli del nostro territorio e trascurare i tesori di bellezza che esse
racchiudono.
Tra i due maggiori rami del Po, il Po di Venezia e il Po di Goro, si trova Ariano nel Polesine, piccolo comune che conserva tracce di una storia molto antica e affascinante. Sospeso tra terra e mare, nel cuore del Delta del Po, ospitava numerosi nuclei abitativi già agli inizi del X secolo. Il paese originario, con il nome di Hadriani o Radriani, sorgeva sulla via Popillia, costruita nel 132 a.C. dal console Popillio e localizzata nei pressi di San Basilio, luogo importante per i suoi scavi archeologici, che hanno riportato alla luce preziosi reperti risalenti all’Età del Bronzo e del Ferro; testimonianza della presenza in questa zona di Greci, Etruschi e Veneti.
Nella Tabula Peutingeriana, la più antica mappa stradale esistente, copia del XIII secolo di un'antica carta romana che mostrava le vie dell'Impero, è segnato “Radriani Stazione Romana”. Essa doveva rappresentare una tappa molto importante del percorso che andava da Rimini ad Aquileia; un centro di vivaci attività commerciali, grazie al suo porto fluviale sull’Adriatico, vicinissimo a quello dell’antica città marinara di Adria. Ariano fu teatro di uno dei conflitti più lunghi e duri tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Ferrara, a causa della delimitazione dei confini: nel corso del XV-XVI secolo, si susseguirono aspre lotte. Soltanto nel 1751 fu completata l’opera di demarcazione del confine, segnato da grandi pilastri con lastre di marmo recanti, in bassorilievo, i simboli dei due Stati: il Leone di San Marco per la Repubblica Veneta e la Tiara con le chiavi per lo Stato Pontificio.
La zona settentrionale del territorio fu assegnata alla Repubblica di Venezia, quella meridionale allo Stato della Chiesa. I confini rimasero tali fino al 1870, anno dell’Unità d'Italia.
Molti i monumenti rilevanti da visitare ad Ariano nel Polesine, testimonianze della sua lunga storia:
- Palazzo Comunale:
Il Palazzo Comunale di Ariano, in stile veneziano, è uno tra i più belli del Polesine. L'attuale municipio fu ricostruito nel 1895, sulle rovine di quello distrutto dal fuoco nel 1894. Nel 1911 subì un secondo incendio e fu restaurato l'anno successivo.
Il palazzo è sovrastato dalla bella torre con orologio. Completamente restaurato, è stato inaugurato nel 1998.
- Palazzo Estense (Palazzo Zadra):
opera monumentale costruita dagli Estensi, attualmente ospita alcune abitazioni, è dotato di 15 saloni e di un immenso granaio, con un solo portone fortificato. Della costruzione originaria è rimasta, sul lato sinistro, una torre di ben 16 metri, un tempo merlata.
- Villa Nichetti:
tipica casa padronale costruita nel 1906-1907 nella frazione di Monti; esternamente ben conservata, è attorniata da un ampio parco.
- Centro turistico culturale di San Basilio:
nel Museo Archeologico sono esposti i preziosi reperti archeologici, di età romana, etrusca e protoveneta, venuti alla luce nella località di San Basilio, antichissimo centro ai piedi delle dune. Nel VI secolo a.C. a S. Basilio convivevano Greci, Etruschi e Veneti; nel II secolo d.C., vi si svolgevano importanti traffici commerciali.
- Chiesa Romanica di San Basilio:
antica Chiesetta, eretta nel IX-X secolo d.C. sopra una duna sabbiosa, in muratura faccia vista. Di dimensioni modeste, è capace di colpire il visitatore per le sue forme semplici ma eleganti. Nella Chiesa, accanto all’abside, sulla parete di destra, è custodita un’antica colonnina di marmo che sembra fosse dotata di poteri taumaturgici, in quanto, si diceva, fosse in grado di ridonare il latte alle puerpere.
- Chiesa S. Maria della Neve di Ariano nel Polesine:
è la chiesa più importante della zona, probabilmente costruita assieme al campanile nel XV secolo. Composta da tre navate, custodisce due importanti opere: la pala, collocata dietro l'altare maggiore in fondo alla navata centrale, copia della "Madonna con Bambino" di Benvenuto Tisi da Garofalo, dipinta nel 1518 e il dipinto "La Crocifissione", del pittore ferrarese Lodovico Giori, realizzato nel 1833, collocato nel battistero della navata di destra.
- Il "Cippo":
si trova nella frazione di Rivà ed è ciò che rimane dei pilastri in muratura che segnavano il confine tra la Repubblica Veneta e lo Stato Pontificio. Nel 1571 fu completata l'opera di demarcazione del confine con grandi pilastri, ognuno dei quali portava da una parte il Leone di S. Marco, con la scritta "Pax tibi mercé Evangelista meus" e, dall'altra, la Tiara con le chiavi, insegna Papale.
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