Una città chiamata un tempo la "sentinella dell'Istria", un nome non casuale, dato a Buie per la veduta vastissima che offre agli occhi del visitatore: dalle alture istriane alle lagune dell'Adriatico, che al tramonto offre impareggiabili spettacoli cromatici.
La città rappresenta in Croazia un'eccellenza a livello economico, ciononostante conserva un antico e suggestivo centro storico di origini antiche: fu infatti un insediamento preistorico, fino al Castrum Bullea romano. L'imperatore Vespasiano, nel tracciare la via Flavia fra Trieste e Pola, costruì lungo il percorso alcune postazioni di difesa: tra queste c'era anche Buie, come ricordano i resti di un tempio pagano.
La "città vecchia" domina la sommità di una collina, con una disposizione allungata sulla sua cresta dalle caratteristiche molto particolari: girando tra le viuzze circondate da case strette e alte, si può infatti notare come tutti gli sbocchi al centro conducano alla piazza principale, davanti al Duomo e al campanile staccato, recante sulla sommità il leone alato di Venezia e i blasoni dei rettori della Serenissima.
Le calli ancora in vita hanno conservato nel tempo la loro caratteristica ideale per la coesistenza dei nuclei familiari, dediti all'agricoltura ma col passare dei secoli anche ai commerci, all'artigianato e all'industria. Il fascino delle "cose vecchie" induce il turista a sostare tra quei vicoli, così simili alle calli veneziane, a volte talmente stretti che è possibile stringersi la mano da una casa all'altra.
Una somiglianza certo non casuale: nel 1412, seguendo l'esempio di altri centri istriani, Buie siglò l'atto di dedizione a Venezia; l'influenza della Repubblica della Serenissima si protrasse fino al 1797.
Di quasi quattro secoli di venezianità, Buje conserva una testimonianza in numerosi aspetti, tra i quali ricordiamo:
- Duomo: dedicato a San Servolo, che uccise
un drago con la sua balestra, l'edificio fu eretto nel XVIII
secolo, sull'area originariamente occupata da un'antica chiesa
romanico gotica del XIII secolo. Nel 1754 iniziarono lavori
di rifacimento in stile barocco classicheggiante, che proseguirono
fino al 1784: in realtà, come appare evidente osservando la
facciata, la chiesa non fu mai ultimata. Da ricordare al suo
interno: sculture di "San Servolo" e "San Sebastiano", collocate
sull'altare maggiore (opere dell'artista veneziano Giovanni
Marchiori, 1737); organo a una tastiera dallo splendido timbro
fonico che, insieme alla ricca decorazione barocca, ne fa
uno degli strumenti più importanti e significativi nel suo
genere (opera del maestro veneziano Gaetano Callido, 1791).
E ancora il campanile, alto una cinquantina di metri, costruito
sul modello di quello di Aquileia, è abbellito da un leone
marciano e dai blasoni dei rettori della Repubblica della
Serenissima (1480).
- Palazzotto nobiliare del XV secolo: in
stile gotico veneziano, fu sede del palazzo pretorio;
- Chiesa della Madre della Misericordia,
da ricordare: la statua omonima (bottega veneziana di Paolo
Camposa e Giovanni di Malines, XV secolo); pala d'altare (opera
del pittore veneziano Gianbattista Pittoni, 1740); otto scene
della vita del Cristo, (unico ciclo pittorico completo del
veneziano Gaspare della Vecchia, 1653-1735);
- Leoni marciani: i più importanti decorano
il pilo (colonna) portabandiera situato nella piazza del Duomo,
il vicino campanile e la Scuola;
- Palazzi in stile veneziano che circondano
la piazza centrale di Buje;
- Struttura urbanistica di Buie: il centro
storico della cittadina istriana è un reticolato di viuzze
lastricate in pietra arenaria e fiancheggiate da case alte
e strette;
- Torre di S. Martino del XV secolo;
- Cimitero di S. Martino con la chiesetta
del XVI secolo |