Cisterna Pozzo Nuovo




Loggia Belvedere




Passaggio semicircolare Porta a marina




Chiesa della Vergine Maria del Carmelo




Chiesa parrocchiale dei Santi Pelagio e Massimo





“La Vergine con San Massimo e San Pelagio”, olio su tela di fine XVI secolo
 
 
 
     
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Da colonia di navigatori greci e romani, a cui deve il suo attuale nome (Civitas Nova), a perla del turismo croato: Cittanova, collocata sulla costa occidentale dell'Istria, si mette in evidenza tra le numerose cittadine della penisola per le sue bellezze naturali uniche, il ricco patrimonio culturale e sicuramente per il grande cuore dell'ospitante. La città vanta uno dei mari più puliti del Mediterraneo: la sua riviera, che si estende da Daila alla foce del fiume Mirna (Quieto), è decorata da una costa articolata, bassa e accessibile, con spiagge in pietra e ghiaia.

Cittanova, altrimenti conosciuta con il nome di Novigrad, fu fondata presumibilmente nel VII secolo d.C.: il suo nome compare per la prima volta in un documento risalente al 599.

Gli abitanti mantengono viva l'ospitalità tipica di queste terre, facendo sentire a proprio agio il turista attorniato dalle pittoresche ricchezze naturali. Cittanova vanta una lunga tradizione turistica: già nel 1845 fu stampata la prima guida turistica.

I differenti domini e le diverse culture, dalla bizantina alla germanica, dalla veneziana alla napoleonica, dall'austro-ungarica all'italiana, hanno lasciato una traccia indelebile soprattutto nell'architettura della città. Il vecchio nucleo di Cittanova è situato su un isolotto che nel XVIII secolo è stato unito alla terraferma. Le mura di cinta medioevali, ben conservate, sono uno dei simboli più interessanti di questo centro turistico, a cui si aggiungono la rete stradale medievale, le torri di difesa e, dentro le mura, alcuni edifici gotici, la loggia cittadina e degli imponenti palazzi.

Cittanova già verso la fine dell'Alto Medioevo gradualmente entrò nella sfera d'interesse della Repubblica veneziana anche se ancora per secoli non apparterrà formalmente a Venezia: il dominio della Serenissima iniziò formalmente solo nel 1270 e si protrasse fino al 1797.


Di oltre quattro secoli di venezianità, Cittanova conserva una testimonianza in numerosi aspetti, tra i quali ricordiamo:

- Le Mura, caratterizzate dalla merlatura dentata, sono datate XIII secolo;

- Chiesa parrocchiale dei Santi Pelagio e Massimo: eretta nell'VIII secolo sui resti di una chiesa ancor più antica, fu ampliata nel XII secolo e ristrutturata in stile gotico nel 1293 e nel 1308 e in stile barocco tra il 1745 e il 1775. Di particolare valore la "Vergine con San Massimo e San Pelagio", un olio su tela di fine XVI secolo, realizzato da un ignoto maestro della scuola veneziana e collocato sull'altare a sud-est della Chiesa parrocchiale. In passato la Chiesa ospitava anche la tavola "Madonna con il Bambino", opera di un ignoto maestro veneziano di scuola belliniana, oggi custodita nel Museo Civico di Capodistria;

- Loggia Belvedere: unica loggia istriana situata in prossimità del mare, accomodata sulla struttura del più antico torrione delle mura medievali cittadine. Costruita nel XVI secolo, rinnovata nel 1860 e nel 1930;

- Passaggio semicircolare Porta a marina: in pietra a serraglio risalente al 1649, che conduce al mare;

- Edificio con finestre gotiche di origine veneziana, datate XV secolo;

- Cisterna Pozzo Nuovo: di forma circolare e formata da sei lastre di pietra ornate dallo stemma del podestà veneziano A. Civrano (1506-1507), il più antico stemma conosciuto fino ad oggi, del Comune di Cittanova. Risalente al 1496, sorge al centro di un'area quadra lastricata e cinta da un muricciolo.

- Chiesa della Vergine Maria del Carmelo: costruita verso la fine del XV secolo, rinnovata nella seconda metà del XVIII secolo e nella prima metà del XIX secolo, tra i più significativi esempi di chiesa a una navata dell'Istria veneta;

- Villa Rigo: complesso di edifici di stile barocco ospitati a Carpignano (area distante circa 1 km da Cittanova) costruito nel 1762 su commissione del conte Carlo Rigo;