Porto Viro è situato al centro del delta del Po: tra il ramo principale del Po di Venezia e il Po di Maistra a sud, il ramo del Po di Levante a nord e il mar Adriatico a est. Il suo territorio comprende gli elementi tipici e più affascinanti del delta: le valli palustri, ricche di fauna, le lagune, le golene e gli scanni. Qui si insediarono i primi popoli, i Veneti, intorno al 1000 a.C; seguirono gli Etruschi, i Greci e i Romani.
Testimonianza della sua millenaria storia, è la statuetta bronzea qui rinvenuta, risalente al 500 a.c., denominata "Eracle di Contarina", conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Adria.
Nel 1484, passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia, alle dipendenze del castello di Loreo. Sorsero allora le Comunità di Donada e Contarina, sviluppatisi intorno alle proprietà dei nobili veneziani Donà e Contarini, che, insieme ai Cappello, ai Pisani e ad altri, avevano ottenuto la concessione di questi territori dopo la caduta dell'impero di Bisanzio; ne avevano curato la bonifica, costruendo qui le loro dimore padronali.
Nel 1600 la Serenissima decise il taglio del ramo del Po, grande opera idraulica, completata nel 1604, voluta per impedire l'interramento della laguna; iniziarono i lavori di scavo del nuovo alveo, con la deviazione verso sud del corso del Po. In questo periodo, le due comunità si rafforzarono, tanto che il vescovo di Chioggia, da cui ormai dipendevano, dovette rendere le parrocchie - di Contarina nel 1665, di Donada nel 1680 - indipendenti da Loreo. Successivamente subirono le vicende legate al territorio della Serenissima ed entrarono a far parte dell'impero austriaco. Nel 1928 furono unificate in un solo Comune, che prese il nome, prima, di Taglio di Porto Viro, poi, di Porto Viro; furono di nuovo divise da decreto regio nel 1937, probabilmente per l'intervento di Adria preoccupata della forza che il centro stava acquistando. Il 1° gennaio 1995 Porto Viro diventa un unico comune che unisce i due paesi di Contarina e Donada, il terzo centro della provincia di Rovigo e il secondo del Parco del Delta del Po.
Qui il visitatore può trovare un ambiente unico: i colori, i profumi, la flora e la fauna contraddistinguono la sorprendente vita del fiume e del suo delta.
Importanti testimonianze parlano della presenza della Serenissima a Porto Viro:
- Villa Contarini-Carrer:
costruzione del ‘700, fatta erigere dai nobili veneziani Contarini utilizzando manodopera agricola durante un periodo di carestia.
- Corte Cà Cappello:
corte seicentesca appartenuta ai nobili veneziani Cappello, recintata originariamente da un muro di mattoni. A settentrione si trova l’abitazione padronale, affiancata da un lungo rustico che un tempo ospitava gli addetti ai lavori della corte, i magazzini e la monumentale barchessa, adibita a granaio e stalla. Il cancello principale di ingresso porta ancora lo stemma dei Cappello. Qui si trova anche l’oratorio di San Giovanni Battista, eretto nel XVII secolo, affiancato da un campanile, e il rudere di una torre che fungeva da bastione. Parte delle strutture esistenti sono adibite a Museo Etnografico e dell’avifauna.
- Chiesa di San Bartolomeo Apostolo (XVIII sec.):
fatta edificare dalla famiglia veneziana dei Contarini, all’interno si possono ammirare importanti affreschi attribuiti al Canaletto e l’organo di Gaetano Antonio Callido, celebre organaro italiano (1727 - 1813).
- Chiesa della Visitazione di Maria:
risale al 1858, è a una sola navata con sei cappelle laterali.
Di interesse, una statua di San Giovanni Evangelista opera dello scultore veronese Guido del Moro, attivo nel ‘600.
- Porto Levante:
tipica località di pescatori, dove troviamo un'antica chiesetta trasformata in centro informativo, la darsena per imbarcazioni da diporto, la grande laguna, chiusa verso il mare da uno "scanno" di grande interesse naturalistico e attrezzato per il turismo balneare.
- Strada delle valli:
un percorso assolutamente suggestivo, tra valli, lagune e golene che ospitano un'infinita quantità di flora e fauna di rara bellezza; interessante in tutte le stagioni, è da percorrere possibilmente in bicicletta, armati di binocolo.
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