Completamente circondata
dalle acque del Po, dell'Adige, del Mare Adriatico e del canale
di Po - Brondolo, Rosolina è stata per questo motivo ribattezzata
la "piccola Mesopotamia d'Italia".
Situata in un contesto ambientale dalle origini antiche: come
testimonia il rinvenimento dei resti di una villa romana,
già nel I secolo a.C., a ovest dell'area delle dune fossili
di natura sabbiose che delineavano la linea di costa in epoca
pre Etrusca - importanti per lo studio dell'evoluzione del
Delta del Po - esisteva un nucleo attivo e operoso. Sono invece
di più recente formazione i terreni a est del cordone dunoso,
che emersero dal mare in seguito alla rotta di Ficarolo (1152)
e che intorno al 1600 la Serenissima Repubblica di Venezia
assegnò con aste pubbliche a nobili famiglie veneziane, come,
ad esempio, i Mocenigo, i Venieri, i Morosini e i Sagredo,
che hanno lasciato un ricordo di sé nei moderni toponimi locali.
I Sanudo, che possedevano gran parte della terraferma, fondarono
il primo centro abitato attorno alla Chiesa di San Antonio
da Padova, costruita intorno alla metà del XVII secolo; all'epoca
il paese assunse il nome di Ca' Sanudo. In un secondo momento,
dopo essere stata annessa a Loreo - da cui si renderà autonoma
solo nel 1835 - Ca' Sanudo fu denominata Rosolina: con ogni
probabilità, l'appellativo fu mutuato da una famiglia Rosolino,
di cui tuttavia non è conservata alcuna traccia negli archivi
storici.
È proprio sotto il dogato veneziano, a partire dal Seicento,
che Rosolina cominciò a svilupparsi. Importante, in questo
senso, fu l'intestatura del Po di Tramontana e della Bocchetta
(1612) e del Po di Fornaci (1645) per impedire l'afflusso
diretto delle acque del fiume a Rosolina, cosa che, se da
un lato, limitò sensibilmente gli accrescimenti territoriali,
dall'altro, eliminò la minaccia di interramento dei porti
nella parte inferiore della Laguna. Le ricchezze naturali
del territorio furono sfruttate intensivamente dal patriziato
veneziano per l'allevamento ittico.
Di quasi due secoli di venezianità, Rosolina conserva una testimonianza in numerosi aspetti, tra i quali ricordiamo:
- Chiesa di San Antonio da Padova: fu fatta
erigere da Matteo Sanudo, procuratore di San Marco, ed elevata
a Parrocchiale nel 1670; restaurata e ampliata nel 1848 e
nel 1908, ha avuto la sagrestia danneggiata da un incendio
nel 1982. Nel 1989, è stata sostituita dalla Nuova Chiesa
Parrocchiale;
- Oratori: oratorio dedicato a San Leonardo
a Caleri; oratorio dedicato ai Santi Filippo e Giacomo a Pozzantini.
Quest'ultimo, voluto nel 1722 dai Vianelli, è oggi meglio
conosciuto come oratorio Mazzucco ed è stato recentemente
restaurata;
- Chiesa della Beata Vergine della Concezione: oggi
purtroppo abbandonata, fu costruita per volere dei Mocenigo
nel 1789;
- Ca' Deserto: casa gentilizia con tipico
camino a campana, situata nella frazione Ca' Morosini;
- Ca' Tiepolo (nota come Ca' Vinelli): risalente
al XVIII secolo, era presumibilmente adibita a casino di caccia;
è caratterizzata da un ampio prospetto principale sormontato
da fastigio con frontone curvilineo e timpano liscio e ha
due corpi che si allungano sul retro. Recentemente (1972),
ha subito una ristrutturazione;
- Via delle Valli: si snoda attraverso la
laguna, tra il verde delle tamerici e dei salici, il volo
degli uccelli e la brezza marina. Lungo il percorso è possibile
ammirare i casoni di valle, esempio tipico dell'edilizia del
Delta da sempre rifugio dei pescatori;
- Casoni: sono caratterizzati dal camino
sporgente con il fumaiolo a "dado", in grado di garantire
il tiraggio in qualsiasi condizione di vento. Di particolare
interesse è il casone di Valle Venier, splendidamente conservato:
colpiscono la mole rotondeggiante dell'enorme camino e l'elegante
frontone a villa veneta. Vicini, si notano il magazzino per
gli attrezzi (chiamato "casonetto") e una costruzione di canna,
usata come ricovero per le barche (chiamata "cavana"). Notevole
anche il casone di Valle Boccavecchia.
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