Il Palazzo Pretorio




Il leone di S. Marco




L'Arco barocco dei Balbi




La torre medievale




Il palazzo Califfi





La Via Grisia




Il Baladur da Sa' Pavana






Il Duomo e il campanile di
S. Eufemia


 
 
     
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
"La perla dell'Adriatico" - come viene anche chiamata Rovigno - è una pittoresca cittadina arroccata su un colle peninsulare che domina il mare. Il forte contrasto tra i colori della natura che la circondano, il verde dei pini, il bianco della ghiaia e il blu cobalto del mare, fanno di Rovigno una delle destinazioni turistiche più importanti dell'Istria e della Croazia. La città, situata sulla costa occidentale della penisola, conta oltre 14.000 abitanti.

Le prime testimonianze scritte sul suo nome (Ruigno, Ruginio) risalgono ai sec. VI-VII, ma il nucleo abitativo primitivo ha avuto origine nei sec. III-IV sulle rovine di un castelliere protostorico. Se l'influenza marittimo-commerciale di Venezia si fece sentire fin dal sec. X, fu nel 1283 che Rovigno, consapevole della potenza veneziana e dei privilegi marittimi e commerciali che avrebbe potuto ottenere, firmava l'atto di dedizione alla Serenissima. Il periodo di governo veneziano, durato fino alla caduta di Venezia nel 1797, fu per Rovigno un'epoca di costante crescita demografica, economica e urbana, e impregnò fortemente di modelli, stili e tipologie veneziane sia la cultura che i costumi e i contenuti artistico-architettonici della città.

Arrampicarsi per il nucleo antico di Rovigno, salire per le sue stradine, piazze e campielli, significa risalirne i tempi passati. Rovigno è una piccola Venezia: il centro storico, raccolto tra le mura erette nei sec. X-XII secolo per difenderla dai pirati, è caratterizzato da ripide vie lastricate che ricordano le strettissime calli veneziane. Ovunque, esse si aprono su pittoreschi campielli e sono abbellite da palazzi arricchiti da portali riccamente decorati e da preziose testimonianze scultoree e lapiddee celebranti un fastoso passato.


Rovigno conserva un patrimonio di origine veneziana ricchissimo e dai contenuti di elevato spessore ed interesse artistico, ambientale e monumentale, tra i quali ricordiamo i seguenti:

- Il Palazzo Pretorio (del 1308); con portale barocco, stemmi vari e leone di S. Marco in moleca.

- Lo splendido affresco del 1584 (3x7 m) dell'antica sala consiliare del Palazzo pretorio, con raffigurata tutta la simbologia della città di Rovigno; di autore vicino alla cerchia del Veronese;

- Il leone di S. Marco (sec. XV) immurato sulla facciata della Torre dell'orologio;

- L'Arco barocco dei Balbi, eretto nel 1678-79 al posto dell'antica Porta cittadina della pescheria; sopra l'architrave campeggia un bel leone marciano con l'insolito motto "Victoria tibi..."

- La torre medievale lungo la cinta muraria di Dietrocastello (oggi via Vl. Švalba);

- Porta, mura e campiello di S. Benedetto (sec. XII-XVII), complesso architettonico-urbano dall'elevato valore ambientale;

- Il palazzo Califfi
(sec. XVII-XVIII), oggi sede del Museo civico della Città di Rovigno; tra le sue collezioni spicca quella d'arte antica (sec. XV-XVIII) con oltre 200 opere scultoree e pittoriche;

- La Via Grisia, una pittoresca scalinata che porta direttamente al Duomo;

- I due "palazzi veneziani" in stile rinascimentale di Piassa Granda, eretti nel 1580;

- Il Baladur da Sa' Pavana (sec. XVI-XVII), pittoresco ballatoio prospiciente l'Oratorio;

- Il Campiello di S. Tommaso (sec. XIV-XVIII), complesso architettonico-urbano dall'elevato valore ambientale;

- Il palazzo barocco di Via Trevisol 21, con portale ornato in chiave di volta da figura umana raffigurante, verosimilmente, il Petrarca;

- La chiesetta di S. Croce (1592), alla sua costa sottostante nella notte del 13 luglio 800 approdò, come da leggenda, il sarcofago con il corpo di Santa Eufemia di Calcedonia;

- Il Duomo (ricostruito agli inizi del sec.XVIII) e il campanile di S. Eufemia (sec. XVII); considerevoli sono i suoi tre altari principali, gli arredi sacri, le sue opere artistiche e lo splendido paliotto d'altare in argento e dorato, sbalzato nel 1777 dall'orafo veneziano Angelo Scarabello;

- La chiesa ed il convento di S. Francesco (1702-1710), custodiscono una ricca biblioteca e un museo con una preziosa collezione artistica;