La Serenissima Repubblica di Venezia ha segnato, con il taglio del Po, in modo significativo e prepotente l’evoluzione e la trasformazione del suo Delta, determinandone la storia e lo sviluppo; Taglio di Po, situato sulla riva destra del "Po di Venezia", deve infatti la sua nascita e il suo nome alla grandiosa opera di ingegneria fluviale operata dalla Repubblica di Venezia negli anni dal 1600 al 1604, voluta per preservare la Laguna Veneta dall'interramento provocato dagli enormi apporti di detriti alluvionali che il Fiume Po scaricava nel mare Adriatico e che minacciavano la navigabilità delle più importanti vie commerciali della Serenissima.
Fu quindi deciso lo scavo di un nuovo alveo, lungo quasi 8 chilometri e largo 80 metri, in modo da far defluire le acque del fiume direttamente nella Sacca di Goro. I veneziani, sotto il governo del Doge Marino Grimani e la direzione del Provveditore Alvise Zorzi, il 5 maggio 1600 diedero inizio ai lavori, nonostante il progetto fosse avversato prima dai confinanti Duchi d’Este e successivamente da Papa Clemente VIII.
Il 16 settembre 1604, dopo quattro anni di durissimo lavoro, l'acqua fu immessa nel nuovo alveo e andò a sfociare nella Sacca di Goro.
In meno di trent’anni, la Sacca fu interrata ed i continui apporti fluviali formarono nuovi terreni che, consolidati e bonificati, consentirono la nascita dei primi nuclei abitativi. Qui, come in altre zone del Delta del Po, si insediarono alcune famiglie veneziane: i Tiepolo, i Venier, i Pisani, i Contarini, la cui presenza è testimoniata dalla attuale toponomastica. Nel 1797, caduta la Serenissima e sotto la Repubblica Cisalpina, il paese fu incorporato nella Provincia di Ferrara e, nel 1798, ne fu riconosciuta la municipalità con il nome definitivo di "Taglio di Po".
Dal 1815 il paese visse sotto il dominio austriaco. Nel 1851 passò a far parte della provincia di Rovigo e vi rimase anche dopo la liberazione del Veneto (1866). Grazie al continuo sviluppo della zona, favorito da grandiose opere di ingegneria, dal ponte sul Po e dalla nuova Statale Romea che lo collega a Venezia e Ravenna, oggi Taglio di Po è un centro vivace; vale la pena fermarsi lungo il percorso verso il Parco del Delta del Po, per immergersi appieno nei colori e nella storia di questo straordinario territorio.
Lungo l’argine del fiume Po si possono trovare in rapida successione molti luoghi che testimoniano la presenza della nobiltà veneziana:
- Palazzo Zen:
la famiglia Zeno fece costruire questa villa intorno alla metà del ‘700, isolata nella campagna, vicino all’argine destro del Po. Presenta un originario corpo centrale al quale sono state aggiunte successivamente due ali laterali risalenti all’800. Oggi il complesso è costituito dalla casa padronale, dalle scuderie, dalle stalle, da alcuni rustici e da un grazioso oratorio, dedicato a Santa Margherita, situato proprio a ridosso dell’argine; la villa conserva un cippo con stemma papale che segnava il confine tra le terre di proprietà della Serenissima e quelle appartenenti allo Stato Pontificio. Secondo la tradizione, qui dimorò Lord Byron che incontrava segretamente la bella amante Teresa Gamba. Proprio in uno di questi incontri, il poeta inglese scrisse, dalla balaustra del salone al primo piano, la bella “Stanzas to the Po”.
- Villa Cà Nani:
poco distante da Ca’ Zen sorge, sulla sponda destra del Po, Ca’ Nani, un singolare edificio del Settecento ornato su entrambe le facciate da singolari frontoni che lo distaccano dalle tipiche ville polesane. I nobili veneziani Nani avevano fatto costruire oltre al palazzo una cappella denominata “Chiesa di Ca’ Nani” ed alcuni rustici, oggi non più visibili. Nei primi anni dell’Ottocento, e fino al 1887, la proprietà passò ai marchesi Guiccioli di Ravenna.
- Villa Cà Borini:
la villa fu costruita, nelle vicinanze di Mazzorno, verso la fine del 1600 ed era di proprietà del conte Domenico di Carlo Borini. La struttura della corte è tipica delle ville polesane, utilizzate come residenza per gli svaghi della nobiltà e come rustici per la conduzione dei fondi. Il palazzo, infatti, è composto da un grande rustico, da una casa per i lavoratori a salario con una barchessa e da una stalla. L’edificio principale si presenta come una costruzione lineare su tre piani, che si rivolge verso il fiume, mentre sul lato a mezzogiorno si trova un elegante e gioioso porticato a sei archi che si affaccia sull’aia e sulla campagna.
- Ca' Vendramin, Museo regionale della Bonifica:
è l’edificio dell’ex idrovora, oggi trasformato in Museo, a testimonianza della grandiosa attività bonificatrice compiuta, simbolo del territorio del delta e di quello polesano più in generale, di una storia fatta di alluvioni e di difesa dal Po, di duro lavoro dell’uomo per strappare la terra dalle acque e renderla abitabile e coltivabile.
- Chiesa di San Francesco (1872): fu costruita nel 1872 e consacrata nel 1905 dal Patriarca di Venezia Mons. Aristide Cavallari.
Nel 1982, VIII° centenario della nascita di S. Francesco, il Maestro d’Arte Giovanni Gennari di Taglio di Po costruì il portone d’entrata della chiesa, con formelle di bronzo in bassorilievo illustranti la vita di S. Francesco. |