Situata sulla costa occidentale dell'Istria, in una idilliaca laguna a forma di ferro di cavallo, Umago costituisce uno dei centri turistici più rinomati della Croazia, tanto da essersi guadagnata l'appellativo di "Mecca" dei visitatori dell'Istria. Merito del mare, delle spiagge, del clima mite e dell'atmosfera tranquilla ma anche delle bellezze artistiche e culturali. Una cittadina piena di contrasti, tra l'antico ed il moderno, che figuratamente racconta ai visitatori la sua storia: il centro storico è caratterizzato da pittoresche viuzze, piazze ed edifici in stile rinascimentale, gotico veneziano e barocco.
Umago viene menzionata per la prima volta in uno scritto del
VII secolo, benché vi sia la certezza che l'abitato esistesse
già in epoca romana: lungo la linea costiera, sono stati infatti
rinvenuti i resti di numerose ville rustiche romane. Per quanto
concerne l'etimologia, l'ipotesi più accreditata vuole che
il toponimo Umago derivi dal celtico "magus", cioè campagna,
combinato al latino "humus", terra fertile. Al periodo romano,
caratterizzato da una relativa prosperità economica, subentrarono,
nell'ordine, i regni di Odoacre e Teodorico, quello longobardo,
il dominio bizantino, quello dei Franchi, l'amministrazione
dei patriarchi di Grado e Aquileia, nonché il potere vescovile
di Trieste.
Si arrivò così al 1269, quando Umago giurò fedeltà alla Serenissima
Repubblica di Venezia, che di fatto ne controllava il territorio
già a partire dal 1145, a seguito della stipulazione di accordi
di protezione. Il dominio veneziano si protrasse fino al 1797,
quando Umago passò sotto il controllo austriaco: è quindi
naturale che la città istriana conservi tracce architettoniche
di questi 500 e più anni. Tracce che non sono però così numerose
come sarebbe legittimo aspettarsi: questo perché molto è andato
perduto durante la sua movimentata storia, basti pensare ad
alcuni devastanti incendi che ne hanno segnato il passato
in modo indelebile.
Di oltre cinque secoli di venezianità, Umago conserva una testimonianza in numerosi aspetti, tra i quali ricordiamo:
- Organo della Chiesa Parrocchiale di San Pellegrino:
costruito da Francesco Dacci nel 1776, appartenente al gruppo
dei grandi organi di tipo veneziano-dalmata;
- Chiesa barocca dell'Assunzione della Beata Vergine
Maria e San Pellegrino: costruita nel 1757. Dati
d'archivio confermano che nelle sue immediate vicinanze già
nel 1371 esisteva una Chiesa con una cappella laterale dedicata
ai Santi Ermacora e Fortunato. Questa Chiesa nel 1426 era
ricordata come "Sancta Maria sive sancti Peregrini de Umago".
Nel 1691 fu danneggiata da un violento temporale. Gli scavi
archeologici effettuati nel corso dell'inverno 2004, durante
la riqualificazione della piazza centrale, hanno portato alla
luce i resti della Chiesa edificata presumibilmente nel secolo
VIII e poi rasa al suolo. Quanto rinvenuto testimonia la presenza
di un enorme edificio di culto che per motivi ignoti venne
demolito e sul quale venne edificata nel Settecento l'attuale
Chiesa;
- Trittico veneziano ligneo risalente al XV secolo:
originariamente collocato sopra l'altare della Chiesa della
Madonna Addolorata o dei Sette Dolori;
- Campanile edificato nel XV secolo (restaurato
nel 1691);
- Chiesa votiva dedicata a San Rocco: costruita
nel 1514, a seguito della seconda epidemia di peste che investì
la città di Umago;
- Cisterna pubblica: le prime fonti riferiscono
che l'opera venne edificata per merito del prefetto della
provincia, Angelo Morosini, pertanto può essere datata intorno
al 1677-78. Nel 1777, dopo una tremenda pestilenza, la cisterna
si trovava in un tale stato di degrado che i pochi abitanti
superstiti furono costretti ad attingere l'acqua da una pozza
maleodorante ubicata al Tribio, dove andavano ad abbeverarsi
anche gli animali. L'attuale cisterna è quella che fu rinnovata
nel 1780 e che nelle fonti è descritta come "comoda e bella".
Quando nel 1936 l'acquedotto istriano raggiunse Umago anche
la cisterna vi fu collegata;
- Organo di Gaetano Amigazzi di Verona della Chiesa
di San Lorenzo di Daila: Ritenuto l'organo più antico
dell'Istria, fu realizzato dall'Amigazzi nel 1733 per la Chiesa
di San Giorgio Maggiore di Venezia, dalla quale fu trasportato
a Daila nel 1867. Restaurato da Giovanni Cella nel 1910 venne
collocato nella sua sede attuale;
- Villa De Franceschi: situata in località
Giubba, è di chiara reminescenza palladiana.
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